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Alberto Mingotti

Scheda autore: Alberto Mingotti

Alberto Mingotti è nato a Faenza nel 1954.
 Dal 1968 al 1973 studia all’Istituto Statale d’Arte per la Ceramica di Faenza; tra i suoi insegnanti ci sono lo scultore Angelo Biancini e lo storico dell’arte ceramica Giuseppe Liverani. In seguito, dopo gli studi faentini, frequenta l’Accademia di Belle Arti di Bologna dove si diploma nel 1978. Nel 1977 intraprende a Forlì un’attività artigianale ceramica e per sei anni realizza maioliche dipinte con la tecnica del lustro. Si tratta di un periodo significativo per la sua formazione che lo rende conoscitore dei vari aspetti della tecnica ceramica alla quale farà ricorso anche successivamente nella realizzazione di gran parte delle sue opere. Negli anni Ottanta iniziano gli appuntamenti espositivi dove propone sculture eseguite con la ceramica; fin da subito il suo lavoro artistico si caratterizza per una partecipazione alle poetiche figurative. Nel 1983 lascia il laboratorio di Forlì e organizza il proprio studio a Castel Bolognese (Ravenna) presso la vecchia casa di famiglia. Sempre in questo periodo, si reca in Francia e in Ungheria per approfondire le sue conoscenze sull’arte ceramica e sulla tecnica del lustro. Per alcuni anni, all’attività di scultore affianca quella di saggista; scrive vari testi per cataloghi d’arte e riviste e, nel 1989, pubblica un libro dal titolo “Carte per il fuoco”. Nonostante i suoi diversi interessi, la sua attività principale rimane quella di scultore, ambito nel quale si pone come uno dei più significativi della sua generazione. La sua opera si caratterizza per essere realizzata nella grezza terracotta che spesso smalta e dipinge con i rivestimenti tipici della ceramica. Si è cimentato anche con la fusione in bronzo “cercando risultati nuovi e particolari nella tradizionalità della patinatura”. Del suo lavoro di artista hanno scritto intellettuali come Mariano Apa, Gian Carlo Bojani, Franco Bertoni, Marco di Capua, Walter Guadagnini, Paulo Henriques, Bruno Mantura, Mario Quesada, Alessandro Riva e Arnaldo Romani Brizzi. 
Nel 1995 esegue per l’Istituto Tecnico Salvemini di Casalecchio di Reno un’opera plastica per ricordare le vittime del disastro aereo del 1990. 
Agli inizi del 2004 una sua scultura è stata acquisita dal Senato della Repubblica Italiana per la collezione permanente di Palazzo Madama.
 Una sua esposizione di ciotole dipinte a lustro è stata recentemente inaugurata al Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza.

 
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