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La fine dell'Avanguardia da De Chirico a Guttuso
SAN MARINO 29 Luglio 2010 – 12 Settembre 2010
Galleria San Marino - Palazzo Arzilli

Prolusione del Professor Vittorio Sgarbi

Avanguardie - De Chirico

La mostra - allestita nella “Galleria San Marino di Palazzo Arzilli” diretta da Francesca Brugnettini - è stata curata dal Professor Vittorio Sgarbi. Il noto critico d’arte, maestro di bellezza, ha trasformato la mostra in un evento, segnato dalla ammirazione culturale dei visitatori che in questi giorni sono accorsi, numerosi, per vedere i dipinti di: De Chirico, Campigli, Balla, Severini, Gentilini, Marini, Casorati, Rosai, Sironi, Carrà e Guttuso.

Durante il vernissage, il pubblico ha atteso il Professore che, se anche con un po’ di ritardo, ha saputo con la sua verve illuminare i presenti: “idealmente- dice Sgarbi- la mostra percorre il periodo storico che va dal 1920 al 1960 si parte dalla grande depressione al boom economico.

La pittura risente di questo periodo di trasformazione e l’arte non è più intesa solo come un messaggio estetico, bensì si carica anche di una funzione sociale. Pertanto, la mostra contiene immagini che vanno dall’arte figurativa, ai paesaggi, ai ritratti, ai dipinti astratti; a dimostrazione che l’arte non è morta! Anzi, ognuno di questi artisti ha potuto esprimersi liberandosi dai preconcetti.

Il primo che avverte l’inganno dell’Avanguardia è De Chirico e la combatte! De Chirico è un pittore molto originale, negli anni ’10 inventò la pittura metafisica, figure non della realtà ma, inserite in uno spazio della pittura del rinascimento. De Chirico, dunque, nella sua pittura, continua a pensare a Piero della Francesca. Popola questi spazi: piazze vuote, archi con manichini e, prima di altri artisti, capisce che le avanguardie non possono durare nel tempo altrimenti diventano ripetitive.

Il secolo che abbiamo alla spalle ha due pulsioni: la distruzione e la ricostruzione. Le avanguardie buttano giù e qualcuno cerca di mettere su, le avanguardie scompongono lo spazio e qualcuno cerca di ricomporre lo spazio. Quindi, quando ho visto queste opere d’arte che partivano da De Chirico ho pensato che, in questa persistenza della pittura, si potesse parlare del concetto di Fine dell’Avanguardia. Tra i pittori noti del ‘900 c’è ne uno che, in virtù dell’adesione ad un partito che è il Partito Comunista, ha potuto continuare ad essere perfettamente figurativo, senza per questo essere messo nell’angolo, questo è Guttuso. Ma, durante il secolo c’è tutta una serie di artisti che continuano a dipingere nonostante tutto… come Campigli che trovandosi davanti a Braque, a Picasso, di fronte ai grandi innovatori, lui cosa fa?. Semplifica le figure per farle diventare figure senza tempo…”

“La Fine dell’Avanguardia”, conclude Sgarbi, è da intendersi come una nuova origine, una nuova idea della pittura stessa. Le opere degli artisti presenti in questa mostra sono i precursori di alcuni artisti contemporanei che confermano la continuità dell’espressione artistica di oggi”.

L’esposizione è stata sostenuta dall’Associazione ECSO, che da qualche anno organizza e promuove la cultura e il turismo nella Repubblica di San Marino. Le ventisei opere, di 16 grandi artisti del ‘900, fanno parte di collezioni private dell’Istituto d’Arte Contemporanea. Non sono mancati, per questo evento, gli alti patrocini culturali della Segreteria al Turismo, alla Cultura, della Fondazione San Marino e della SUMS.

Ufficio Stampa e Direzione Galleria: Francesca Brugnettini

La fine dell'Avanguardia da De Chirico a Guttuso foto Ballante La fine dell'Avanguardia da De Chirico a Guttuso foto Ballante La fine dell'Avanguardia da De Chirico a Guttuso foto Ballante La fine dell'Avanguardia da De Chirico a Guttuso foto Ballante

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