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Scheda autore: Mauro Tamburini Mauro Tamburini inizia nei primi anni settanta a Pesaro l’attività professionale di fotografo aprendo uno studio per la fotografia industriale, lo Studio 33, l’attuale 33 Multimedia Studio, il più grande dell’Italia centrale. Condizione favorevole alla crescita dello Studio, il momento di pieno sviluppo industriale del territorio su cui insiste, le Marche del nuovo modello economico. Il percorso del 33 e di molte industrie verso l’affermazione è stato fatto negli stessi anni, spesso in collaborazione professionale, e costituisce un raro curriculum di esperienze nel mondo della comunicazione. L’attività professionale porta Mauro Tamburini a collaborare con i migliori architetti e designers in campo internazionale, a lavorare per le aziende più prestigiose della Regione, ad avere contatti con personaggi come Alberto Burri, Giò Pomodoro, Antonia Mulas, Isgrò, Giuliano Vangi, Franco Bucci, Massimo Dolcini, Michele Provinciali, Jean-Jacques Lebel, Anne e Patrick Poirier, Haim Steinbach. Si specializza anche nella fotografia aerea e il libro Il Quaderno delle Marche è oggi un classico di foto della regione ripresa dal cielo. Sono immagini molto emozionanti, vertiginose e calme insieme, di mura, terra, colline e mare che si amalgamano e demarcano in colori forti o evanescenti, come in tutte le tonalità dell’ocra o del blu. Senza ritocchi. Che non fa mai. Risponde con sempre maggior frequenza alla passione per la fotografia sociale. Diventa giornalista pubblicista. Mauro Tamburini che già giovanissimo aveva girato il mondo per conoscerlo – Australia, Unione Sovietica, Hong Kong ed Estremo Oriente, Indonesia, India - inizia una serie di reportage, spesso in viaggio con l’amico giornalista Enzo Polverigiani, in paesi e situazioni difficili. Le guerre dichiarate e quelle feroci fra disperati, la siccità e la carestia, l’apartheid, le comunità pacifiche sterminate dalla fame e dalle malattie, i bambini più poveri e più affamati del mondo. L’Uganda di Amin, il deserto del popolo Turkana, l’Ecuador e l’Amazzonia, il Sudafrica e Soweto, l’Iran, l’Afghanistan, la Bosnia e molti stati africani del sub-Sahara. Negli ultimi viaggi è accompagnato dal figlio Federico, anche lui fotografo, con il quale la tradizione continua. Mauro Tamburini ha sempre fotografato non la guerra ma la quotidianità, spesso altrettanto insopportabile. E gli sguardi. Sguardi adulti, sguardi bambini – e non è l’età a fare la differenza. Disperati, teneri, impauriti, stupiti, rassegnati, interrogativi, amorevoli, vuoti, allegri nonostante. Ed è proprio il ritratto che meglio esprime il suo modo di essere fotografo. E non fotografa a distanza – niente teleobiettivi. Solo da vicino, da persona a persona, e niente tagli nei provini: uno scambio reciproco che rimane tale e quale e che è il marchio delle sue immagini. Il ritratto è anche ritratto in studio o nel contesto di lavoro e vita, dal più lontano, l’attrice teatrale Elena Zareschi, a Luciano Pavarotti, Glauco Mauri, Carlo Bo, Dino Gavina, Tonino Guerra, Mario Luzi, Riz Ortolani, Katina Ranieri, Arnaldo Ninchi, Romina Power, Lorella Cuccarini, Raffaella Carrà, Arnaldo Pomodoro, Donatella Girombelli, Gae Aulenti, Vittorio Merloni, Maurizio Pollini e molti altri. Tra i suoi interessi, oltre al cinema – ha avviato negli anni ’80 una casa di produzione cinematografica che l’ha portato a frequentare per un decennio gli studi di Cinecittà -, la musica. La più diversa: si occupa dell’Orchestra Sinfonica di Pesaro, della quale è presidente onorario. Tra le mostre personali: Verona: “Missioni, Cento anni in Africa”, Pesaro: “Professione Comboniano”, Pesaro: “La tragedia dell’Uganda”, Pesaro: “Reportraits”, Milano, Accademia di Comunicazione: “Tanguietà” , Ancona Mole Vanvitelliana: Strikehumnsrigth. Tra i libri di Mauro Tamburini, Fratterosa, il volto di un paese, prefazione di Paolo Volponi; Protagonisti, Una provincia italiana (Pesaro) in centoundici ritratti, prefazione di Giorgio Celli, Alinari, nella collana Monografie dei Grandi Fotografi; Le Marche dell’Eccellenza, prefazione di Paolo Pettenati, Alinari; Tanguietà, Sette giorni con il popolo della brousse, reportage sul Benin, prefazioni di Giorgio Bocca e del cardinal Ersilio Tonini; Ubi Consistam, Fotografati Frammenti, prefazione di Michelangelo Tagliaferri, su India e Nepal; Il Continente Sensibile, prefazione del cardinale Ersilio Tonini. La mostra organizzata dalla CNA di Pesaro ha lo stesso titolo dell’ultimo libro dell’Autore - per una scelta di continuità per un problema umanitario mai sufficientemente sottolineato - ma presenta fotografie anche da altri libri, e molti inediti. Una selezione più ampia di questi inediti, che si riferiscono soprattutto al viaggio in Malawi, saranno oggetto di un prossimo libro. |



